pattykor122's Blog

mai dire mai


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Buona domenica

C’é chi non ha dormito tutta la notte, si lamenta come mette giú il piede dal letto, anche se poggia  quello giusto. Chi guarda al bicchiere mezzo vuoto e mai intravedendo la possibilità che invece possa riempiersi a metà. Chi minaccia di mettere del cianuro nella coppa del primo che capita,  perché incazzato col mondo e guai se ci si mette anche il brutto tempo.
Chi si rogna per ogni minima cosa o inceppo della vita, vedendolo sempre come un ostacolo insormontabile, chi mal sopporta la luce e si para gli occhi con lenti spesse e scure per oscurare ancor di piú la propria esistenza…
Chi ha la capacità di spegnere ogni risveglio…
Perché…? Se oggi c’é il sole…
Non sono io… Io mi sento e sono viva a dispetto di tutto!
BUONA DOMENICA


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Guarda “Sergio Endrigo – L’Arca di Noe” su YouTube

“Partirà la nave partirà, dove arriverà , questo non si sa.
Sarà come l’ arca di Noé …”
E tu aggiungevi “al mondo siamo io e te”.
Sulle tue ginocchia , mentre mi accarezzavi i capelli e mi guardavi come solo un padre innamorato può guardare la propria figlia.
Questa era la nostra canzone, questa mi riporta alla mente la tua voce ormai persa nel tempo, mi riporta a quei giorni spensierati nel nostro salotto sul divano , io accanto a te e mamma con in braccio Sabrina, mentre Massimo sul tappeto guardava al contrario la televisione accomodato sul cuscinone. Stamattina mi sono svegliata canticchiandola, sarai passato tu nei miei sogni stanotte , l’hai intonata per me per dirmi che al mondo siamo rimasti io e te …nel nostro mondo, anche se tu ora navighi in mari lontani… Mi manchi


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Pioggia

Come piove… Il cielo sembra voglia svuotarsi senza perdono, non si da tregua.
Si ode soltando il tintillío delle gocce, come una musica di tamburi s’impregna l’aria, tutto il resto é fuori dal mondo.
Musica della natura , ogni barlume nel cielo , un rullo ancor piú forte a segnare con passo deciso questo tempo ritmato.
Mamma come viene giú…


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Oh che bello! Il sugo col pesce

In quella famosa estate di tanti anni fa , quando all’ombra dell’ulivo secolare pregavo il rosario con la mia nonnina, -ne ho parlato in uno dei miei primi post-mio zio Giuseppe – buonanima- belga d’adozione, in vacanza nel Salento , come ogni estate, oggi con Tizio , domani con Caio tutti i giorni usciva in barca e andava a pescare, dalla mattina alla sera in mezzo al mare, sotto il solleone, portava a casa ricchi bottini  una volta pescò un cucciolo di squalo verdesca, ricordo ancora il colore verde ottanio con sfumature di grigio- nero e la pelle talmente ruvida da sembrare carta vetrata a grana fine o meglio ancora la lingua di un gatto! Insomma mio zio si divertiva a pescare con i suoi amici, ma in quanto a mangiare il suo pescato non ci pensava proprio, le cavie eravamo io, mia nonna e la sua datata convivente , che capito l’antifona si era data al filetto di manzo, cucinato e mangiato di nascosto, insieme al suo volpino bianco Lulú, odioso come lei. Col senno del poi, capisco perché non si sedeva mai a tavola con noi. Lulú un cane straviziato, profumato alla rosa e secondo me ricchione, con improvvise crisi isteriche, ogni tanto – quasi sempre- ringhiava e sbatacchiava la testa a destra e manca come se fosse un indemoniato, stramazzava a terra con le zampe in aria ,muovendole in circolo quasi stesse pedalando in bicicletta, poi si rialzava e cominciava a correre avanti e indietro -sempre ringhiando- che poi sembrava bestemmiasse a denti stretti ” casso pure a moi , mi date da mansgiare il pesce ! Grrre uhgrrr” dei versi irripetibili e fuori da ogni conoscenza canina.
Dicevo mio zio si divertiva , noi un po’ meno.
La nostra dieta era composta da pasta condita col sugo di pomodoro col pesce  – per insaporirlo- , pesce fritto o bollito come secondo e insalata.
Ragazzi provate voi a mangiare sto menú tutti i santi giorni , per 3 mesi!!!!
Dovevo essere uno scienziato a quest’ora per tutto il fosforo che ho ingurgitato, ma dopo le prime 3 settimane, proprio non ce la facevo piú , cosí dei giorni rimanevo a stomaco semivuoto, una fetta di pane e pomodoro e via ad arrampicarmi sugli ulivi come una scimmia, a rincorrere i ” cursuni” serpenti neri innoqui , questi erano i miei passatempi preferiti , in quella vacanza. Insomma vivevo giornate spartane senza troppe pretese, ma sopratutto il piú lontano possibile dalle belve- la datata e il suo stronzo Lulú- che non mangiando pesce, a stomaco comunque pieno perché la “sciura” razziava la dispensa a nostra insaputa, si coccolavano a vicenda , lei che spazzolava il pelo a lui e lui che cercava ringhiando di addentarle i polpacci.
Le comiche quando venivano a trovarci dei parenti, Lulú in preda alle sue crisi mostrava i denti e cercava la sua razione di carne- evidentemente non gli bastava ciò che passava il convento- cercando di mordere alle gambe i malcapitati che con velocità supersonica gli mollavano dei sonori calci, tutti quelli che avrei voluto dargli io, pur amando gli animali , ma lui me li ispirava !
Guai però a farsi vedere dalla belva number one ” in un altro post vi spiegherò perché le ho dato questo soprannome”…
Se ti vedeva anche solo fare una smorfia al suo amato cane , ti si scagliava addosso come un leone, potevi essere sbranato da Lulú che a lei non importava niente, al limite si preoccupava se la belva 2 avesse riempito a dovere la pancia, ma guai a toccarglielo.
Insomma 3 mesi di quell’andazzo e farebbe passare la voglia di pesce a chiunque, io a distanza di tanti anni , ancora non sopporto il sugo con il pesce.
Qualcosina del prelibato animaletto , comincio a mangiarlo ora, ma col naso tappato e con un senso di nausea da far spavento.
Grazie a dio i miei genitori arrivarono e la belva datata cosa gli cucinò per il loro arrivo??? Indovinate un po’… Quel pomeriggio mio zio svuotò il mare…


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Buongiorno

Cosa c’é di piú dolce di un caffé preso in veranda, con un pettirosso che saltella in cerca di qualche briciola e che mi saluta col suo cinguettare? Anche questo é il bello del risvegliarsi ogni mattina.
Buongiorno vita, buongiorno a tutti voi.


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Mai nato

Come una luce accecante sei entrato in me, caldo al sicuro, immerso nel liquido della vita, silenzioso puntino che già portavi i segni dell’umana fattezza.
Una cellula dapprima unica, si é sdoppiata, quadruplicata, si é moltiplicata fino a formare ogni piccola parte di te, ogni nervo , ogni vena , ogni organo , ogni muscolo, ogni capello , ogni pelo e tutto ciò che saresti stato, ti era già stato destinato, il colore dei tuoi occhi anche quelli già guardavano a un futuro.
Il mio…il tuo…
Come un battito d’ali sentivo il tuo cuore pulsare all’unisono col mio, il tuo cuore cosí piccolo , ma tanto potente scalpitava , si faceva sentire forte come a voler dire ” ci sono , ti appartengo, proteggimi!” ,due cuori in corpo solo, mille battiti per segnare il tempo.
Il nostro…
Eri mio e mio soltanto, quel senso d’appartenenza già dagli albori, quella voglia di proteggerti, di nutrirti, di farti crescere sano, senza difetti e la paura di non essere adatta ad ospitarti, ma tu c’eri e mi facevi sentire viva.
La gioia del tuo annuncio , l’attesa, i progetti , i sogni , la speranza mia che si portasse a termine quella realtà , la paura di perderti ,di perdere quell’angolo di felicità che rende madri ancor prima di partorire, tutto in quel tempo ormai lontano.
Mentre mi regalavi momenti di grazia, il mio mondo girava intorno a te soltanto.
Il mio ventre ti ha accettato finché non ti nutrivi attraverso me, finché tutto era ancora un inizio, e quando poi la sicurezza e la certezza del tuo essere , del tuo divenire si é fatta reale , quando hai iniziato ha succhiare linfa vitale ed energia, da quell’utero dapprima ospitale , sei stato rifiutato , come un ospite non gradito, un estraneo , un usurpatore sei stato combattuto e cacciato via, quella che doveva essere la tua bolla sicura tra tanti universi ha segnato la tua fine.
Addio ai tuoi sguardi che mi  avresti indirizzato, alle canzoni che mi avresti intonato, alle tue mani che tanto mi avrebbero accarezzato, addio ai tuoi baci che mi avresti schioccato, addio ai tuoi passi che mi avrebbero accompagnato…addio alla tua vita …alla mia.
Mi hai lasciato in una buia notte senza stelle , senza piú certezze solo una, pesante come un macigno, la colpa di non essere stata una buona e degna madre. Di averti partorito come morte anziché come vita.
Sola, sola e tremendamente sola nel vederti uscire da me in un ammasso di materia informe .
Sola e sempre sola quando avrei voluto morire con te e seguirti in volo senza fine tenendoti per mano.
L’agonia e l’angoscia di averti procurato dolore e di averti messo a tacere per sempre. Tu che eri il mio alito di vita.
E come un’astronauta fermo, ,pietrificato a galleggiare nello spazio buio e senza confini, tra pulviscolo di mondi mai incontrati, rimane la tua immagine in nero e in trasparenza a ricordarmi che non sei mai nato…ed io con te.


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Esteriorità…

Questo post era da un po’ di tempo che l’avevo in mente , dopo aver commentato sullo stesso tema nel blog di un’amica , penso che sia giusto arrivato il momento per estenderlo e che capiti a fagiolo. Si parlava di quanto la bellezza estetica di una persona possa influire o meno nella sua vita facilitandola oppure no.
Se le persone belle siano sinonimo di stupidità e se le brutte-preferisco dire meno piacenti- siano sinonimo di intelligenza sopraffina. Se i belli abbiano una corsia preferenziale nei rapporti umani, lavorativi e se le meno piacenti debbano sudarsi tutto con estrema difficoltà non essendo dotati di bella presenza.
É luogo comune etichettare e dare per scontato che una persona di bell’aspetto, sia stupida, inconsistente, strafottente proprio per la capacità di attrarre l’attenzione altrui, che sia viziata  facile nei costumi e leggera come la porporina.
E se non fosse cosí?
E se la bellezza fosse invece una sorta di spada di Damocle sulla testa?
Una condanna anziché una fortuna?
Un continuo esser messi sotto una lente d’ingrandimento?
Personalmente per mia indole e per l’educazione ricevuta, non giudico mai le persone dal loro aspetto , ma trovo sia molto importante se non fondamentale, l’aspetto interiore di una persona! Ciò che mi può trasmettere con i suoi pensieri, con i suoi stati d’animo, con le sue esperienze , con la sua intelligenza! A quanto possa arricchirmi e aiutarmi nella mia crescita personale.
Indubbiamente la bellezza é un dono per chi ne beneficia, ma bisogna vedere se si può parlare di fortuna.
Fin da piccola mi son sentita dire di essere bella, ma non ho mai capito il senso reale di questa parola, perché la mia mente ragionava da piccola e non si poneva il problema se questo potesse essere un pregio o un difetto, il mio mondo erano le mie amichette , le mie bambole, i miei giochi.
Crescendo però ho dovuto fare i conti con il mio aspetto fisico e realizzare quanto questo potesse influenzare la percezione che gli altri avevano di me.
E la prima lezione l’ho imparata a 12 anni, quando andai con una mia amichetta a comprarmi un gelato sotto il bar del mio condominio, antistante il dehors soggiornavano alcuni uomini , chi si sorgeggiava un aperitivo, chi consumava un espresso, chi si fumava la sigaretta , chi aveva consumato e lasciava il segno del suo passaggio con tazzine o bicchieri sporchi sui tavolini e chi suggeva la birra direttamente dalla bottiglia – Peroni- chi se la dimentica..
Uscita dal bar con la mia amica intenta a leccare il mio gelato, un abitué del bar, un uomo sulla trentina, magro di media altezza, con capelli castani radi e lunghi sulle spalle, occhi neri , baffetto e vestito con un paio di pantaloni di lana marrone e un cardigan panna a coste inglesi e dall’immancabile borsello di pelle nera , mi guarda con occhi semichiusi e quasi sfioradomi il braccio mi dice ” uhmm dio come lecchi bene quel gelato, ti va di leccare il mio?” portandosi la mano sui genitali.
Bene quest’episodio mi ha catapultando nella consapevolezza che per il mio aspetto fisico, potevo destare certe attenzioni e queste attenzioni per me potevano essere indice di pericolosità .
Il semplice gesto di leccare un gelato era diventato una cosa sporca , perché tale mi fece sentire quell’uomo con le sue parole.
Sono passati 36 anni da allora, io ancora e sopratutto adesso che sono donna non ho piú leccato un gelato, lo mordo, lo mangio, ma non lo lecco.
Questo approccio mi ha segnato nell’anima ed ha influenzato il mio comportamento nella vita quotidiana.
Per non parlare delle amicizie, messa in disparte dalle altre ragazze per la paura di essere sottovalutate dai ragazzini che a loro piacevano e che immancabilmente si avvicinavano a me per parlare, sentire a pelle la loro invidia, la loro gelosia e la loro rabbia, costringendomi delle volte a tornarmene a casa col peso di chissà che cosa, io non facevo nulla di male, se non voler far parte di quel gruppo e ridere e scherzare tranquillamente.
I rapporti con gli uomini che solo perché sei bella si arrocano il diritto di farti complimenti, che complimenti non sono, offendoti palesemente e gratuitamente ,nel momento in cui passando sul marciapiede ti fischiano e guardandoti come se fossi una preda , ti spogliano con gli occhi dicendo” che caldo che fa e tu in mezzo alle gambe?” oppure ” sai cosa ti farei adesso, ti sfonderei tutta!”non preoccupandosi minimamente di ferire, come se fosse scontato dover usare quel linguaggio.
O quando ti arrivano richieste d’amicizia sui social, iniziando ” sai che sei proprio bella?” ” sei fantastica mi fai sognare” poche persone e dico poche si presentano con nome e cognome dicendoti ” piacere di conoscerti, sembri una bella persona , potremmo diventare amici!” senza volere niente di piú che un ‘amicizia vera e sincera senza secondi fini. Capisco un’utopia…
La bellezza ti costringe costantemente a dimostrare quanto vali, quanto sia difficile anche per te trovare un posto nella società.
L’amore un capitolo tutto a sé..
Il dubbio costante quando cerchi un rapporto ” mi ama davvero o vuole solo portarmi a letto?” e allora cominci a tira su palizzate che ti difendano dalla paura dell’inganno, perché la bella donna viene vista guarda caso sempre come una troia, sia che si vesta in gonna o in jeans, sempre pronta ad allargar le gambe col primo venuto, perché tanto é bella.
Allora scatta quel meccanismo di difesa e solo quando fai capire che non sei una donna facile, ma con un cervello che funziona a 1000 giri , con dei sentimenti forti e chiari, con delle idee e dei progetti e con una visione dell’amore che non si raffigura in posizioni erotiche da kamasutra, ma svelando l’anima, raschiando fino in fondo ciò che pensi e che sei, allora e solo allora vieni presa in considerazione. Allora e solo allora vieni vista come una persona normale e non come una bambola gonfiabile senza anima e mente, pronta a soddisfare le voglie del primo violentatore di turno.
E quando colgono la tua vera essenza  si meravigliano perché oltre ad essere bella , hai anche un cervello e un’anima e questo fa crollare quel famoso luogo comune, magari ti pressano ancor di piú,  perché diventi ancora piú interessante, l’oggetto del desiderio e magari finiscono pure per innamorarsi, perché ti dicono che sei una vera donna.
Perché prima non lo eri?
Alla posta nessuno ti fa spazio per farti arrivare allo sportello, ti metti in fila come tutti gli altri e aspetti, cosí come dal medico curante prendi il tuo numerino e aspetti il tuo turno, il dottore non ti accoglie sull’uscio dicendo ” avanti lei che é una bella donna, le faccio la visita subito”.
Quando vai in un negozio a comprare un paio di scarpe, non si prostrano ai tuoi piedi e non lasciano di servire gli altri clienti perché tu sei bella e meriti attenzione piú degli altri.
Nemmeno se sei ricoverato in ospedale , sei un numero come tanti altri e te lo ricorda quello scritto sul tuo letto, il mio guarda caso tutte le volte che ho necessitato di un ricovero era il 12.
Quindi niente corsia preferenziale, niente vita facile , ma si suda il doppio per ottenere qualcosa.
La bellezza può essere un’arma a doppio taglio, si vive sempre come se si stesse sotto pressione, sempre con la paura di non dimostrare abbastanza, per essere accettati per quello che si é e non per quello che la gente vede.
Ci si sente sempre sotto una lente d’ingrandimento, facendo attenzione alle parole che si dicono, al proprio abbigliamento , a non far durare piú di un secondo il proprio sguardo , si é costretti ad indossare una corazza capace di rifulgere alle frasi volgari, all’invidia, alla gelosia e a tutto quello che può ferire.
Una bella donna deve aver paura piú delle altre a quando gira per strada, perché attirando l’attenzione può essere bersaglio facile per tutti quegli uomini che di umano hanno ben poco e che solo vedendola accendono istinti malvagi.
Non é facile per niente.
Io ho una bambina che é bellissima, tremo al sol pensiero di quanto dovrà faticare per conquistare il suo posto nella società, a quanto dovrà sforzarsi e sgomitare per dimostrare al mondo, quanto vale.
Ho vissuto un periodo con gli incubi, quando nelle mie zone alcuni malintenzionati rapivano bambini di entrambe i sessi, caricandoseli in un pulmino.
La maestra dell’asilo é arrivata a dirmi di non perderla mai di vista, perché mia figlia essendo bella attira di piú l’attenzione.
Allo stabilimento balneare una persona guardava Elena con insistenza, io non lo perdevo d’occhio, quando mi ha proposto di farle fare da baby modella .
Ho rifiutato categoricamente, proprio perché voglio cautelarla, proteggerla finché posso, tenerla lontano il piú possibile dai pericoli.
Il mondo e quanto sia difficile viverci per lei che é bella , lo scoprirà sulla sua pelle.
A me come per mia figlia interessa non essere vista come una bella donna , ma come una bella persona e la differenza é sostanziale e ben netta.
Vorrei che mia figlia fosse felice del suo aspetto, che non debba nascondersi o fare attenzione e non voglio che la facciano soffrire per questo,
perché per la bellezza si paga un prezzo salato a differenza di quanto si possa credere.
Quindi parliamo ancora di fortuna?
Di certo chi ha il dono della bellezza non sputa in faccia a tanta grazia, ma sicuramente non si può dire che le persone che ne beneficiano abbiano vita facile, o che abbiano le porte aperte ovunque vanno.
Rimane sempre il mio pensiero ,l’ unico e imprescindibile, bisogna essere belli dentro prima che esteriormente e non é una frase fatta, la bellezza é come un fiore con il tempo appassisce , ma la ricchezza d’animo quella no, non appassisce mai.
Apriamo di piú le menti e sfatiamo questi stupidi luoghi comuni, le persone belle sono tutte quelle che sanno mettersi in gioco, che accettano i compromessi della vita, che amano veramente e dimostrano nobiltà d’animo, quelle che mostrano misericordia verso il prossimo e che non lesinano un aiuto a chi é piú debole. Sono quelle che si rallegrano per una tua vittoria o che ti consolano offrendoti la loro spalla su cui piangere.
Sono quelle a cui puoi parlare liberamente e non ti giudicano.
Sono quelle che non si soffermano all’apparenza, ma vanno oltre…guardando la sostanza…
É la beltà che tutti dovremmo avere e contemplare!
Tutto questo per far comprendere che sicuramente le persone belle per certi frangenti sono agevolate, ma non per tutti.
” La bellezza non éuna qualità delle cose stesse: essa esiste soltanto nella mente che la contempla ed ogni mente percepisce una diversa bellezza.
David Hume