pattykor122's Blog

mai dire mai


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Come si può…

Aspettare dalle 8:00 di mattina fino alle 12:30 per una donazione di sangue , restando a digiuno?
Io l’ho fatto stamattina e mi chiedo in questi frangenti perché si trovino sempre tante difficoltà e poca organizzazione.
Un gesto cosí sentito e umano come donare il proprio sangue per aiutare chi ne ha bisogno, diventa un supplizio, una tortura.
Sei armato da buoni intenti, ma te ne fanno pentire quando ti presenti e sei già il quarantesimo degli 800 invitati , che chiaramente non verranno tutti, ma concentrando la raccolta in un unico giorno non c’e speranza alcuna di fare la tua brava donazione e cavartela entro un’ora.
Non mi dovrei nemmeno lamentare, mi é andata di culo, visto e considerato che molti, spazientiti dall’attesa hanno lasciato baracca e burattini e se ne sono andati.
Ma dico come si fa?
Senza considerare il digiuno che devi rispettare per non sballare i valori e compromettere la donazione.
Sono uscita dall’associazione  dopo aver fatto il mio dovere e mangiato una brioche con un succo di frutta, ma vista l’ora avrebbero dovuto offrirmi come minimo un piattone di tagliatelle al ragú, con al seguito una bella fiorentina spessa 10 cm e non dite che esagero!
Il calo di zuccheri non si é fatto sentire subito – strano- ma appena arrivata al mio ristorante per partecipare ad uno showroom che si teneva da noi, il collasso!
Per forza si erano fatte intanto le 13:30!
Tutto perché? Per la poca accortezza che certe persone hanno nei riguardi di altre, per questa maledetta burocrazia lenta , che rallenta pure il tuo tempo e per l’incapacità di organizzare questo tipo di eventi.
Mi sono proprio rotta !


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Che pace che c’é…

Al mio risveglio stamattina, quando il letto incapace di trattenermi mi obbliga ad alzarmi prima del previsto. Giro per casa in punta di piedi per non svegliare chi ancora dorme tranquillo immerso nei suoi sogni. Solo mio figlio per gli obblighi di scuola già non c’é , guardo il suo letto disfatto, ma che porta ancora il suo tepore , annuso il cuscino , annuso il suo odore, dolcissimo come lui ed é come se lo stessi baciando…
La calma , il silenzio regnano sovrani in questa culla enorme che parla di noi, nemmeno Athena si accorge di me , continua a sgambettare nervosa nel sonno , quasi come se corresse libera in mezzo ad un prato di margherite.
Ho voglia di caffé e in cucina mi attende il ticchettío dell’orologio appeso al muro che scandisce secondo dopo secondo il mio tempo, minuto dopo minuto il silenzio in attesa di ciò che avverrà.
Mi attardo solo un attimo per fermare questi pensieri, il caffé gorgoglia che sta uscendo e nell’aria espande il suo aroma , insieme a lui odo passetti piccoli e veloci al piano di sopra…ecco la calma é terminata e ritorno a respirare la vita.


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Athena

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Da pochi giorni la mia famiglia si é allargata, eravamo in quattro “animali” e adesso si é aggiunta lei. Una bellissima cagnolina di 4 mesi , di una razza che solo il nome oltre che ad essere impronunciabile incute paura, ci provo… American staffordshire terrier , abbrevviato Amstaff, ce l’ho fatta yeah!
La ” cana” é una ” cana” di razza con tanto di pedigree, i nonni e genitori sono campioni italiani e internazionali, vi chiederete de che?? Ma di bellezzaaaa!!! Per farla breve abbiamo in casa una ” star”!
Una bellissima star che si sta acchiappando le nostre coccole.
Una cana che fino a poco tempo fa, mai avrei immaginato entrasse in casa mia. Adoro gli animali ma sono sempre stata contraria ad averli in casa e poi parliamoci chiaro sono un vero e proprio impegno, hanno bisogno di spazio, che io ne ho tanto dentro casa , ma fuori no. Ho un piccolo giardino, non capace di sopperire alle esigenze di un cane di quella taglia.
Ma quando tuo figlio ormai adulto, ti fa una richiesta cosí sentita e accorata, volere un cane da accudire e che entri a far parte della famiglia ,il cuore di mamma si scioglie e anche se con qualche remora acconsenti, pur di vederlo felice, stravolgendo quelli che per te erano dei punti fermi nel tuo modo di pensare.
Athena é adorabile, ancora timorosa e impacciata, cerca di capire dove si trova e chi sono quegli animali che si muovono in quel recinto cosí strano, pieno di cose strane, cerca di capire perché quegli strani animali le dispensano  carezze e attenzioni, perché si prendono cura di lei, se fino a poco tempo fa c’era la sua mamma…
É con noi solo da pochi giorni ed già la nostra coccola, guai a chi ce la tocca, ormai é nostra, ormai fa parte della nostrà tribú.
Va educata e incoraggiata con i ” premini” e devo dire che a lei ne bastano pochi. É proprio una brava cagnolina, non poteva essere diversamente, in casa siamo tutti cosí, consentitemi un po’ di gasamento ahahah.
Insomma Athena questo é il suo nome , ora la conoscete anche voi.


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Sei mia …anche se non ti avrò!

Un’ idea ispirata per il nuovo libro di Avvocatolo.

…Infilata la tuta e le scarpe , indossate le sue inseparabili cuffie che rimandavano musica scelta dalla sua playlist e che le facevano dimenticare il mondo almeno per un’ora, esce di casa…lo trova lí davanti al suo cancello, come un sogno divenuto realtà . Gli occhi s’incontrano, persi l’uno nell’altro, in mille esplosioni di luci psichedeliche l’abbraccio, stretto, caldo quasi a volersi fondere, come due animali si annusano, respirano i propri odori che avevano solo immaginato , trattenendo il fiato per non perdere quelle sensazioni meravigliose di appartenenza. Continuando ad amarsi con lo sguardo , avvicinano le loro labbra e dolcemente, lungamente…mischiano i loro umori in un vortice senza fine… Non potevano viversi erano troppo distanti le loro esistenze, si erano conosciuti con una mail , di quelle con l’indirizzo sbagliato, una sola lettera differente fece incontrare i loro destini, 3 anni d’amicizia ,di foto scambiate e mentre il tempo passava, tutto si trasformava. Ciò che era nato per caso ,  aveva lasciato spazio all’amore, quello vero. Quello che senti ultimo nella tua vita. si amavano, ma non potevano stare insieme come desideravano…non potevano! lui…dopo migliaia di km sfiorando le nuvole in cielo era davanti a lei per un solo bacio…quel bacio, il suo bacio che non gli avrebbe mai permesso di amare un’ altra…


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Un cuore di marmo non può pulsare…

Certe volte basterebbe poco per essere sereni, una parola dolce detta nel momento giusto, besterebbe un gesto come aprire le braccia per accoglierti.
Basterebbe ascoltare senza rispondere, ma non solo con quelle appendici chiamate padiglioni auricolari, ma con quell’organo molle ,che pulsa ,chiamato cuore.
Certe volte basterebbe chiudere gli occhi e lasciarsi trascinare dalle emozioni, lasciando il mondo fuori, con i suoi rumori e il suo casino.
Molte volte , troppe volte non siamo capaci di farlo, diventiamo sordi ai richiami dell’altro, ci facciamo scivolare tutto addosso pensando che non ci sia bisogno di guardare, ascoltare e parlare e lasciamo che le cose non dette rimangano non dette, ci nascondiamo in noi stessi, lasciamo che i pensieri si trasformino in rancori, in rabbia, li vediamo stratificarsi e moltiplicarsi, senza muoverci di un passo per evitarlo.
Lasciamo che il tempo passi e che si trasformi in silenzio, quello che uccide ,annienta e che ci rende estranei anche a noi stessi.
Delle volte basterebbe poco per essere sereni, riscoprendo la voglia del dialogo ,del confronto del chiarimento, ma bisogna volerlo, bisogna cercarlo,desiderarlo.
Quando non si cerca piú nessuna di queste cose , allora vuol dire rifiutarsi all’incontro, vuol dire fregarsene, vuol dire che quell’  organo molle che pulsa ha smesso d’amare, di sognare e sperare, vuol dire che ha perso la sua capacità di dilatazione diventando duro marmo.
Certe volte basterebbe davvero poco per essere sereni… Basterebbe la serenità …