pattykor122's Blog

mai dire mai


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Non ti fidare di lei…

E quando pensi di aver trovato una persona ” un ‘amica” con la quale hai aperto il tuo cuore sinceramente , senza veli , senza menzogne perchè non è nel tuo carattere , quando pensi che il tuo dolore sia stato compreso, capito e giustificato, ti accorgi che hai parlato a vuoto, ti accorgi tristemente di essere stata messa dall’altra parte della barricata ! Accusata di essere incapace di amare , di perdonare, di dare fiducia,di non provare sentimenti positivi , di essere intollerante e intransigente. Allora ti crolla il mondo addosso , perché sai che tutto questo non ti appartiene , sai di essere lontana mille anni luce da questo giudizio perentorio, sai di non essere la persona che vieni descritta, sai di essere una  vittima e non il carnefice, sai di non essere un mostro ,ma ti fa sentire un mostro. Dio sa ,dio mi è testimone, ma non solo lui, anche le persone che mi hanno vissuto, che mi vivono e che hanno vissuto il mio buio di quanto siamo inveritiere queste accuse , di quanto poco si avvicinino alla realtà del mio essere. Fanno male , tanto male perchè sono accuse ingiuste, immeritate…
Proprio perchè sono una persona fiduciosa nel prossimo mi sono fidata , mi sono lasciata andare e mi sono aperta come si apre un libro, pensando di essere ascoltata…
Qualcuno un giorno poco lontano mi disse ” non ti fidare di lei…”
   Strano perché quel qualcuno in primis si fidó, quando pensava di essere nel giusto e nel giusto non era…dicendo solo la sua verità, senza confronti.
Ma la realtà e la verità molte volte si nascondono dietro una maschera ben indossata.
Io cammino a viso scoperto e ne vado fiera.
La  “perdono” comunque, perchè in fondo in fondo tutti possiamo sbagliare, tutti possiamo trarre conclusioni errate, tutti possiamo giudicare senza conoscere realmente…
Forse dovremmo solo sforzarci di piú e non fermarci all’apparenza o alle proprie convinzioni…
Perchè la verità e la realtà potrebbero albergare delle volte in luoghi o persone a cui non avremmo mai pensato…

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Aiuto, aiuto il fuoco!!!!

Era un momemto particolare della mia vita, stavamo per aprire la nostra attività di catering, si correva dalla mattina alla sera, c’erano tante cose da fare e non abbastanza tempo per farle. Inoltre avevo mio figlio piccolo che frequentava la scuola materna, dove i pasti della mensa facevano pena, cosí decisi di puntare i piedi e far valere i miei diritti e quelli di mio figlio, ogni genitore pensa alla salute dei propri pargoli, sopratutto quando si tratta di cibo, quella mattina avevo un appuntamento in comune con il responsabile della mensa scolastica al quale feci le mie rimostranze, potevo far valere la mia parola, ancor di piú perché conoscevo bene il settore dell’alimentazione, dimostrai ai presenti che i bastoncini di merluzzo che servivano ai nostri bimbi come pasto una volta alla settimana, di pesce o meglio di merluzzo non avevano proprio niente, ne presi uno e lo tuffai in un bicchier d’acqua , questo sciogliendosi rilasciava polvere era la dimostrazione che si trattava di farina di chissà quanti scarti di pesce e non certo pezzi di merluzzo cubettati. Per farla breve la mensa fu cambiata.
Quel giorno avevo troppe cose a cui pensare, la sera ci saremmo dovuti incontrare con il socio di mio marito e la moglie proprio per parlare di lavoro, decisi d’impastare la pizza che avremmo poi cotto a casa loro.
Per fare tutto ciò però dovevo far dormire mio figlio nel pomeriggio altrementi non mi avrebbe fatto combinare niente, il giorno prima mia suocera mi diede una coperta elettrica ” quella di suo figlio ” revisionata, decisi di adagiarla nella culla di mio figlio, l’accesi per intiepidire il letto in attesa di poterlo coricare, col tepore della coperta non si sarebbe svegliato e io avrei fatto ciò che dovevo fare. Ma di dormire neanche l’ombra. Mi dimenticai di averla accesa, tra rincorse , giochi e lacrime impastai le pizze e arrivò il momento di andare, mio marito era in ritardo e mi mise fretta, il tempo di infilarmi il parka ed eravamo in auto. Mentre percorrevamo il tragitto dal paese al mare, 6 minuti, come un flash mi venne in mente che non avevo spento la serie di luci dell’ albero di natale, già era il 12 dicembre e chi se lo dimentica quel giorno, dicevo che mi venne in mente che chiudendo lo scorrevole di vetro che separava il  piano superiore da quello inferiore, vidi il riverbero delle lucine dell’albero accese  sul vetro e mormorai in una silenziosa preghiera ” signore fa sí che quando torno a casa ,non si sia incendiato tutto!” ero molto pignola su questo e lo sono tutt’ora, ogni volta che esco di casa ho l’abitudine di controllare se lascio niente che goccioli o che sia attaccato alla presa di corrente, proprio per evitare, ma quel giorno non fu cosí.
Mangiammo la pizza con i nostri amici, parlammo dell’inaugurazione del catering , di quello che avremmo dovuto fare e organizzare, dopo un saluto di commiato ritornammo a casa, io mio marito e mio figlio che nel frattempo si era addormentato. Casa mia é composta da 3 piani, il garage , piano tipo e primo piano, per capirci, garage sottoposto, zona giorno e zona notte, ogni piano ha la l’impianto elettrico a se, se c’é un corto nella zona notte non disturba il resto della casa e viceversa, salii le scale, luci accese , tutto in ordine ,fin qui tutto bene, ma quando mi ritrovai davanti al finestrone con mio figlio in braccio avvolto in una coperta, tranquillo nel suo sonno, mi accorsi che non riuscivo a vedere i quadri difronte, c’era un buio strano e silenzioso, aprii lo scorrevole e una nube nera quasi mi avvolse, sentii un forte risucchio d’aria e fiamme alte si levarono nella camera da letto, gridai con quanto fiato avevo in gola a mio marito che nel frattempo aveva parcheggiato l’auto nel garage ” Aiuto ,aiuto M. Il fuoco!!!” nel farlo respirai quel fumo che di lí a pochi minuti mi provocò il vomito.
Mio marito cercò con l’estintore – di cui é equipaggiata casa nostra- di spegnere o quanto meno abbassare le fiamme, cosa impossibile e impensabile. Intanto il mio consorte aveva allertato i pompieri che di lí a 10 minuti arrivarono davanti a casa! Dal mio cellulare partí una chiamata – non so come- al numero di mia sorella ,che allertò chi poteva, confusa dalle parole e dal frambusto che sentiva al telefono. Portai mio figlio al caldo nella casa degli zii difianco a casa mia e tornando in strada dal lato opposto della via, guardai tremante e impotente  le fiamme che divoravano il piano superiore di casa mia!
Si sentiva il rumore di piastrelle che scoppiavano , il crepitio dei vetri esposti al troppo calore e queste fiamme alte , come lingue dispettose in segno di scherno, che si portavano via i miei ricordi raccolti negli scatoloni, la prima copertina fatta ai ferri di mio figlio, il suo primo vestitino di carnevale da leoncino, gli auguri degli amici quando nacque scritti su bigliettini stampati, il suo peluche grande quanto lui -Balú- i miei abiti, quelli di mio marito e tutto quello che avevo di piú caro.
I vigili del fuoco violentarono casa mia con i loro idranti, il contatto dell’acqua fredda col calore a detta loro in quella stanza era arrivato a sfiorare i 900 gradi centigradi ,fece scoppiare i vetri delle finestre ,il pvc squagliato e del famoso finestrone, quel rumore non lo dimenticherò mai finché campo. La fuliggine nera aveva ricoperto tutti i muri in tutte le stanze, non c’era piú niente che avesse colore o vita, come se ogni cosa fosse stata inghiottita nel buio. Le suole degli stivali dei pompieri , lasciavano orme del loro passaggio frenetico sul marmo degli scalini, che li scurí per sempre dal loro colore chiaro originale. Ed io nella mia mente stanca e non lucida in quel momento non riuscivo a capire perché le fiamme lambivano nella camera da letto e non in salotto dove c’era l’albero natale, chiaramente le lucine si erano spente nel momento in cui scattò l’impianto elettrico nel piano superiore, non riuscii a darmi una spiegazione, poi la triste verità , quella coperta accesa nel lettino…
Era rimasta accesa dalla 4 di pomeriggio sino alla sua distruzione, non avendo ossigeno, i vetri delle finestre erano termici e a teneta stagna, si era consumata come il fuoco di una sigaretta divorando tutto sul suo cammino.
Tutti i mobili ridotti in polvere e cenere nera, rimasero intatti solo i piani in marmo del comò e dei comodini, il resto puff, dissolto.
Domate le fiamme e con quell’odore agre di acqua misto al  bruciato, i vigili si congedarono avvertendoci che per un po’ si tempo la nostra casa era inagibile , almeno il piano superiore, noi ci eravamo trasferiti da poco in quella casa e solo quel piano era arredato con i pochi mobili che avevamo, cosí fummo costretti a trasferirci dai miei suoceri per un po’ di tempo.
La mattina dopo i miei zii ,le mie cugine e alcuni amici in un tam tam silenzio si presentarono a casa mia muniti di guanti e mani sante, per portarmi non solo il loro aiuto, ma un alito di speranza
L’incedio ci aveva levato tutto, ci rimanevano soltanto le mutande e i panni che avevamo addosso.
Ironia della sorte proprio quel giorno, dopo aver visto tutto quel nero e quel buio nella mia anima, candidi fiocchi di neve volteggiarono in aria fino a coprire quel che restava del mio presente di un candido bianco.


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In questi giorni

In questi ultimi giorni ho avuto modo di ripensare molto a tutto quello che é successo nella mia vita, ricordi che si erano nascosti nella parte piú profonda del mio essere, per non essere scovati e analizzati. Ripensandoci e riflettendoci sopra, alcuni mi hanno lasciato sulle labbra il sapore dolce del miele, che lentamente cola addolcendo il cuore sottostante , ricordi di una giovinezza spensierata, quando si viveva di speranze e di sogni pronti per essere realizzati, ricordi di un amore nato per caso tra disegni d’incroci e segnali stradali, tra sedie messe in fila e quiz stampati su fogli di carta bianca, capitato cosí, come una nevicata in pieno agosto, che ti lascia stordito e senza parole, ingenuo e  e fresco come il vento di primavera, ho ripensato a ciò che avevo desiderato da questo amore grande, cosa ne sarebbe nato da questo cuore gigante , rosso e palpitante,  polverizzando ogni mio dubbio e ogni mia resistenza, arrendendomi ad esso dimenticando ogni paura. Ho ripensato a quanto ci ho creduto in esso, a quanto avrei voluto viverlo senza un attimo di respiro, fino a  farlo volare in alto arrivando al cielo stellato toccando ad una e una le stelle.
Ricordi di un amore che avrebbe potuto essere e che da miele si é trasformato in fiele, amaro, indigesto, senza piú un senso.
Snervato da ogni sua fibra e da ogni sua sostanza per essere ammirato da lontano dagli occhi del mondo.
Come un tessuto liso e sfilacciato senza piú trama e ordito, consumato da parole affilate e taglienti come lame, menzogne e promesse mancate,  senza essere mai stato usato.
Riflettevo se un altro cuore avesse incontrato il mio universo grande , a come sarebbe stato…
A quanto mi ci sarei tuffata, come avrei nuotato in esso, fino a perdere il fiato.
Ricordi che mi hanno svuotato come si svuota un sacco, che ti lasciano stremato senza piú forze , é  come se avessi affrontato una battaglia durata cent’anni e uno in piú , senza cavalieri, assente di vinti e vincitori.
In questi giorni ho ripensato a tutti gli eventi che mi sono caduti addosso come massi impazziti di una montagna, rotolati sulla mia esistenza trascinandomi nella loro folle corsa, a quanto essi mi abbiano schiacciato e cambiato.
Ed ora spossata rimango come una bimba senza balocchi a contar conchiglie, detriti e sassolini…


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Buon amore a tutti

Ti amo come il primo giorno che ti ho incontrato…
No! Non posso amarti come il primo giorno che ti ho incontrato, quando i nostri sguardi si sono sfiorati.
Non eravamo ciò che siamo ora, non ci siamo scambiati ciò che ci appartiene ora.
Ti amo per tutti gli anni , i mesi , i giorni ,i minuti e i secondi che ci siamo donati reciprocamente.
Un’amore cresciuto nel tempo, tra il sapore del caffé e le passeggiate al mare.
Tra corse mattutine quando la brina rendendeva il paesaggio uno scenario fiabesco.
L’amore si costruisce giorno dopo giorno, ascoltando ognuno i battiti del cuore dell’altro, piangendo e asciugandosi le lacrime a vicenda, sostenendosi per non cadere come sassi in uno stagno.
L’amore é respirare all’unisono, respirandosi, desiderare la felicità dell’altro prima della tua.
L’amore é comprensione, é regalarsi una carezza sull’anima sfiorandola con un bacio.
Appartenersi  ,sentire questo legame forte e indissolubile.
É  soffrire quando soffri, gioire quando sei felice, é lasciare la libertà del proprio essere pur essendo una coppia, un anima sola in due corpi diversi.
É il profilo dei figli ,capelli di due diversi colori che s’intrecciano, ma che ti assomigliano.
É il bacio del risveglio alla mattina , é il caldo dei corpi nel letto di notte , le mani che s’intrecciano sul fianco,mentre i sogni ci spengono solo per un momento… quella certezza di esserci …
Ecco adesso io dico ti amo come non ti ho mai amato, dopo tanti anni insieme, quando il mio odore si é fuso con il tuo…
Dopo tanti percorsi a volte camminando su selciati differenti, per poi ricongiungersi in uno solo.
Solo ora posso dire d’amarti…


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Kings of Leon e…

Canzoni sexy…
Non credo esista persona al mondo che non sappia cos’é la musica ,che non l’abbia mai ascoltata o accennata anche solo fischiettando il motivetto.
La musica é vita ,nasce dal primo vagito, ogni rumore é musica , ogni cosa che ci circonda emana frequenze sonore, ha la propria musicalità , diffondiamo note nell’aria e tutto si fa musica.
L’abbiamo affinata , l’unione di suoni dà vita alla musica ai brani che ascoltiamo e ognuno di loro produce in noi sensazioni diverse a seconda del nostro stato d’animo.
Attraverso la musica noi comunichiamo ,arriviamo a toccare le corde piú profonde dell’anima.
Bene questo post nasce dopo un piccolo gioco improvvisato con Suzieq11, nel quale si parlava di quali-a gusto personale – possano essere delle canzoni sexy ,cantate da voci graffianti ,accattivanti che ad ognuno di noi fa correre la fantasia, di quella bollente …in parole spicciole, quei brani da strappamutande. Questo gioco lo voglio estendere anche a voi.
Che ne dite di postare sul vostro blog , quella o quelle canzoni o brani che secondo il vostro gusto, possono appartenere a questa categoria?
É un modo per conoscerci di piú ,per apprezzare artisti che magari alcuni di noi non ne conosce l’esistenza e arricchire cosí il nostro panorama musicale.
E poi é un modo divertente per scoprire in che maniera percepiamo la musica in certi frangenti… Quale canzone ci porta ad essere piú propensi a fare sesso sfrenato o in maniera piú dolce ,ascoltandola.
Bene, personalmente me ne piacciono tante, qui ne posto solo alcune… Il gioco comincia, aspetto la vostra mossa.
La prima é dei Kings of leon ” sex on fire” . grrr graffiante…

La seconda é di Annie Lennox ” i put a spell on you” sofisticata, decisa con il pianoforte che cadenza ” perché sei mio”!

Qui si va sul dooolce …con Sia ” my love”.

Beh come non ricordare la nostra Mina con la sua celebre ” ancora ancora ancora”

Ultima ma non ultima ce ne sarebbero davvero tante, l’uomo che ti acchiapperebbe a prescindere, dal mio punto di vista logico, parlo di Michael Bolton con questa bellissima canzone dal titolo ” i promise you”, dolce ed etrrna promessa d’amore…

Aspetto le vostre ! Ciao Patty