pattykor122's Blog

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Giardino botanico

31 commenti

Mio padre comprò un terreno di 3000 metri in quel di Fondotoce piccolo e tranquillo borgo , frazione di Verbania.
Questo appezzamento era confinante con un vivaista che sperimentava e disseminava ogni tipo di pianta,  rendendolo cosí un meraviglioso giardino ,quasi simile ad un paradiso in terra a tutti gli effetti era diventato un giardino botanico. C’erano un salice piangente  grandissimo, sotto il quale amavo rifiugiarmi, le sue lunghe chiome sembravano danzare carezzate dal vento,  tre abeti azzurri maestosi proprio a far da cornice sullo sfondo, sembravano guardiani giganti, c’era l’albero dei gobbi, aceri giapponesi, un fico, meli, peri ,una grandissima varietà di piante grasse e piante sconosciute perchè il vivaista si dilettava ad innestare, a creare nuovi ibridi che immancabilmente arricchivano quel passaggio fiabesco. Ricordo il profumo della menta piperita un tappeto sul quale poggiavano le radici quei famosi guardiani giganti, reso ancor più percettibile dal tasso di umidità e dal punto cardinale esposto a Nord. C’era anche un albero di prugne ,quella lunghe e viola per capirci le California, che ne produceva a tonnellate, ogni anno i miei vicini di casa si vedevano recapitare a casa da mia mamma cassette e cassette di questi frutti prelibati. Disseminate lungo tutto il  perimetro piante aromatiche, alloro,rosmarino,salvia insomma di tutto di più.
Quando lo compró mio padre, quel terreno sembrava una giungla impenetrabile, un’affolamento di verde, un’intrecciarsi di rami quasi a stringersi l’un l’altro in un grande abbraccio, cosí ogni sabato e ogni domenica andavamo insieme alla mia famiglia per ripulirlo e renderlo vivibile, con l’occasione si pranzava tutti insieme…sotto il salice. Noi che bimbi eravamo oltre a dare una mano a mamma e papà strappando la erbacce ,giocavamo a salire sugli alberi da frutto, il mio soprannome era la scimmia,non per le fattezze ,ma per l’agilità che ho sempre avuto nell’arrampicarmi sui rami, anche quelli più alti e non vi dico le urla di mia madre per farmi scendere, ma chi ci pensava…pensate  alle scorpacciate di fichi dei quali vado ghiotta e le prugneeee…
Sul quel terreno mio padre costruí una bellissima villetta, ma non ci andammo mai ad abitare, ahimè…  perchè decise di trasferirsi qui nel Salento dove aveva un’altra casa ,fin da quando emigrato a 12 anni, prima in Belgio e poi al Nord Italia, spediva  i suoi stipendi al padre perchè gliela costruisse.
Quando torno su a Verbania e passo davanti alla mia casa ,un tuffo al cuore mi ferma il respiro, le immagini mi tornano vivide in mente, le risate ,la pasta al forno, le arrampicate , le corse , il duro lavoro , rivedo mio padre e risento la sua voce…tante piante non ci sono più ,non c’è piú il fico che tanti frutti dava, è rimasto affianco al suo vuoto l’albero dei gobbi come guardiano, a memoria di quel che era un giardino  botanico…il mio giardino.

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31 thoughts on “Giardino botanico

  1. Non ci hai seppellito qualcosa di prezioso, come nei film? 🙂

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  2. In certi luoghi ci si lascia il cuore, buon pomeriggio 🙂

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  3. Hai descritto un quadro.
    Peccato davvero averlo lasciato, ma i ricordi restano intatti per fortuna e puoi sentirne il profumo.
    Bacio.

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  4. Adesso capisco ancora meglio … il lago … come essere divisa in due … Piemonte e Salento, salice ed ulivi … ma un denominatore comune, un grande amore, che ti resta dentro, insieme ai ricordi, che nessuno ti porta via, mai! ❤

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    • Hai preso in pieno!sono divisa in due,il mio cuore torna a casa ,alle mie radici quando sono a Verbania , nel Salento ora c’è l’altra parte del mio cuore e la mia vita. Ma come qulcuno disse si sé dove si nasce ,ma non si sa dove si muore…la casa è dove ti porta il cuore. I ricordi quelli restano sempre e sono custoditi al sicuro. La mia più grande paura invecchiare di Alzheimer, lo dico seriamente. Laverebbe via ogni mia memoria. Speriamo di no! Grazie per le tue parole.

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      • No, non succederà … ho dei ricordi molto dolci del Salento … il tuo “gioia mia” è l’intercalare che rimane per sempre nel mio cuore … sei una grande donna, lo sento anche se non ti conosco! 😉 Devo scappare, ma torno presto … ❤

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  5. Qualcge mese fa abbiamo passato una domenica a Verbania, mi piace molto quella zona. Pensa Patty, se tu fossi rimasta lì ci saremmo potute incontrare.

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  6. Questo castagno, già nel ’56, era molto alto, e dava bei marroni in ottobre.
    Noi bambini della colonia permanente “Vita Gaia”, a Caprarola, nell’ex gendarmeria del palazzo Farnese, dietro il grande monumento, lanciavamo sassi per far cadere i ricci. Avevo 8 anni.
    Sono tornato a fotografarlo nel 1980:

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  7. La colonia è a sinistra, al centro della stampa, un enorme caseggiato cinquecentesco, allora abitato da noi bambini della colonia, una sessantina.
    Le stalle, grandiose, alte molti metri, con soffitti a cupola, interrate, furono trasformate in cucine, refettori, dispense, magazzini ed uffici.
    Un sottopassaggio segreto univa la gendarmeria alle segrete della villa fortificata dei Farnese. nessuno sapeva dove si trovava, alimentava le fantasie di noi bimbi.
    All’ultimo piano un’anziana nobile, marchesa, che mai si faceva vedere.
    Dietro la gendarmeria un enorme parco, distribuito su tre piani, confinante con la strada che porta al lago di Vico e poi a Viterbo.
    Oggi è una villa comunale, messa in sicurezza, ove si può accedere la domenica.
    Ci tornerò un giorno, ma devo sbrigarmi. Non la ritroverò ancora come negli anni ’80, quando c’erano ancora i piccoli lavandini, la camerata dipinta di celeste, la vecchia stufa in argilla, che non scaldava un tubo e faceva tanto fumo; tutto fermo come 25 anni prima.

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