pattykor122's Blog

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Futuro

30 commenti

I miei passi nel futuro , la strada che percorrerò pur essendo trasparente, pur non respirando più, loro saranno ciò che di eterno rimarrà di me… i miei figli ❤❤

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30 thoughts on “Futuro

  1. Ieri notte ho guardato in tv un’intervista fatta a Paolo Villaggio qualche anno fa. Alla domanda “lei ha paura della morte?” Villaggio rispondeva cosi:
    “No perché la morte si prende solo il corpo, lo spirito rimane, non va perduto…cammina nei passi dei nostri figli”. Lui l’ha detta più complicata, io l’ho sintetizzata un po’ ma la sostanza è quella

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    • Ieri notte non ho guardato la tv sinceramente , ho lasciato che mio marito si godesse la visione dell’ennesimo Fantozzi intrappolato nella sua sfiga colossale , non ho mai visto un film della saga Fantozziana, non mi hanno mai divertito , al contrario mi rattristavano. Dicevo proprio a mio marito che per ricordare Paolo Villaggio come grande persona in primis e grande artista avrebbero dovuto passare in tv il film di Lina Wertmüller “io speriamo che me la cavo” da lui egregiamente interpretato. Ecco quello è il Paolo Villaggio che mi piace ricordare , come sicuramente ricorderò la sua citazione che tu hai appena nominato e di cui non ne conoscevo l’esistenza . Proprio così Suzie il nostro futuro cammina nei passi dei nostri figli , solo loro ci renderanno eterni. Un abbraccio forte e grazie

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      • Villaggio aveva un talento raro, ci ha insegnato a riconoscere e a saper ridere dei nostri difetti. Ecco perché fa ridere la sua sfiga, perché ci riconosciamo in lui riuscendo però a cogliere il lato ironico. Però in ultima analisi lascia l’amaro in bocca. “Io speriamo che me la cavo” è un piccolo capolavoro.

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      • Ti dico hai presente la corrida? O tutti quei programmi dove devi dare prova delle due capacità difronte ad un pubblico? Bene io non li guardo, perchè mi immedesimo in quelle persone e sto veramente male . È come se facessi una figuraccia io. Forse sono troppo empatica , ma la vivo così. Mi fa stare davvero molto male, sento angoscia e mi lascia l’amaro in bocca come dici tu. È più forte di me. Non mi piace vedere la derisione , è come se vivessi lo stato d’animo di quella persona e non è piacevole come sensazione. Sicuramente è come dici tu e la sbagliata sono io, ma non ci posso fare niente .

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      • Non sei sbagliata, sei solo molto sensibile. Non mi è mai piaciuta la corrida e neppure tutti quei programmi tipo “amici ” della De Fìlippi e simili, dove illustri sconosciuti si buttano in pasto al pubblico. Li trovo noiosi. C’è da dire però che il rischio di fallire fa parte del gioco e loro lo sanno e lo ne sono consapevoli

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      • Già molto sensibile e non so se questo può essere un pregio o un difetto. So solo che porta sofferenza…

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      • È senz’altro un pregio, peccato che non sia apprezzato, ora sono altre le doti apprezzate, la furbizia, l’opportunismo, la faccia tosta, saper accumulare soldi più o meno onestamente… che tu sia sensibile non importa alla gente, basta che tu “ci sappia fare”

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      • Hai dimenticato due cose la mignotteria e la leggerezza . Concordo! Allora io diciamo che non ci so fare . Preferisco sicuramente non saperci fare ti garantisco e rimanere come sono.

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      • Non le ho dimenticate, anzi ce ne sarebbero molte altre ma l’elenco sarebbe troppo lungo…

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      • Un termine che le riassume tutte? Ruffianeria

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      • Io aggiungerei ipocrisia

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      • la sua morte mi ha molto rattristato, la saga di Fantozzi ha accompagnato la mia infanzia, anche se allora non capivo a fondo il personaggio, il primo Fantozzi è del 1975 e il secondo del 1976. Ma li ho rivisti in seguito molte volte e si può dire che li conosca a memoria. È un pezzetto della mia vita che se n’è andato

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      • E come te tanti altri credimi. Paolo Villaggio è un grande e nessuno penso lo dimenticherà …nemmeno io!

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      • Quando ero bambina ero solita trascorrere il mese di luglio al mare ospite nella roulotte di uno zio. Nella roulotte di fianco c’era una nonna col nipote, giocavamo insieme e un giorno mi disse che la domenica successiva sarebbe venuto a trovarla suo fratello e aggiunse che sarebbe stata una sorpresa. Lo fu infatti… Hai presente il rag. Fonelll, quel collega di Fantozzi che gioca sempre alla battaglia navale? Quel vecchiettino con gli occhiali ? Non Filini, l’altro. Bene, quel vecchiettino si chiamava Pietro Zardini ed era il fratello della signora. Passò la domenica a parlarci di Villaggio e di Fantozzi. Noi eravamo estasiati. Gli dicemmo di salutarlo per noi…

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      • Bella esperienza allora , beh questo ti lega ancor di più al suo ricordo.

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  2. Perché non deve rimanere di eterno anche la tua anima?
    Buon pomeriggio.
    Quarc

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    • Certo che rimarrà un eterno la mia anima , quella volerà chissà dove , ma il mio passaggio su questa terra come Patrizia continuerà ad esistere attraverso i miei figli che portano in sè i miei geni , i miei tratti somatici , un pezzo di me . Ecco tutto questo attraverso i loro passi nel futuro. Grazie Quarc

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      • Sembra che la tua anima potrà tornare sulla faccia della terra… e sarai tu a deciderlo.
        Buon pomeriggio.
        Quarc

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      • Ci sono tante scuole di pensiero in proposito, un tema molto discusso. Dove andrà a finire l’anima una volta avvenuta la morte fisica? A noi umani non è dato sapere , la domanda per chi ha fede o chi non ne ha comunque è la stessa . Reincarnazione? Resurrezione? O solo la fine di tutto? Mah, io penso che l’anima sia una forte e divina energia che non si disperde lasciando il corpo . Sono più propensa a credere che la mia anima ritornerà , in qualche maniera , in un altro volto e magari ritroverò in un volto nuovo qualcuno che conoscevo in vita , perchè la anima di riconoscono…

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      • La mia esperienza professionale mi dice che ritorneremo sulla faccia della terra per continuare il nostro programma di vita… perché una vita sarebbe troppo corta.
        Buon pomeriggio.
        Quarc

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      • Comprendo dopo aver letto il tuo profilo il perchè delle tua parole. Quando si ha a che fare con la sofferenza umana e propria si ha un quid in più nell’affrontare certi argomenti che devo dire in tutta onestà mi hanno sempre affascinato. La reincarnazione t’incanala vita dopo vita alla perfezione , quando si chiude il cerchio della rinascita. Ma anche lì , dopo aver chiuso questo cerchio cosa succede dopo? Come già detto penso che l’anima sia energia pura e certo l’energia si espande non si disperde. Siamo energia racchiusa in un involucro, è proprio il nostro corpo che la contiene. Mi sono domandata spesso il senso della vita , se dopo aver vissuto finisse tutto lì non avrebbe senso vivere. Non può finire tutto con l’ultimo respiro e di questo ne sono più che convinta. Ciao Quarc

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      • A questo punto credo proprio sia mio dovere dirti che nel 2014 venne fuori un mio libro che misi sul blog in questo modo:

        https://quarchedundepegi.wordpress.com/2014/04/03/conto-alla-rovescia-8/

        Rimane attualissimo e, se non parla solo di vite precedenti, a qualcuno è piaciuto.

        Su Amazon puoi trovare questa recensione:

        Il titolo del libro suona come una promessa e in effetti le storie narrate dal dott. Depegi sono storie vere, spesso drammatiche, dove il legame tra paziente e terapeuta non si limita a un rapporto professionale ma diventa spesso un legame più stretto, che in alcuni casi trova interpretazioni sorprendenti.
        Il sottotitolo “Istantanee di vita” è una seconda anticipazione di ciò che vi attende: episodi di vita vissuta a volte difficili da collocare perché narrati da pazienti sotto ipnosi, ma significativi perché punti di snodo nella vita (e nelle vite) dei vari protagonisti.
        E poi c’è la storia personale dell’autore, la sua vita divisa tra Italia e Svizzera, la sua crescita umana e professionale, il suo scontro senza compromessi con la burocrazia e con la stupidità umana, il suo interesse per l’uomo e il suo progressivo avvicinamento alla medicina alternativa o, come lui preferisce chiamarla, complementare, alla ricerca di un difficile equilibrio tra le scienze ufficiali, accademiche, e quelle meno riconosciute, ma che nei casi descritti in questo libro si rivelano estremamente efficaci.
        Alessandro Depegi è un medico, un anestesista, ma prima di tutto è un uomo ed è all’uomo nella sua complessità e interezza che egli si rivolge, nell’appassionata convinzione che l’uomo vada curato in quanto uomo e non in quanto ammasso di organi e apparati indipendenti gli uni dagli altri.

        E su questo credo che tutti siamo d’accordo: la specializzazione non deve portare alla disumanizzazione. Potrei citare diversi casi vissuti da me personalmente e dai miei cari in cui la medicina ha fallito perché osservava il “pezzo di carne” sofferente e non prendeva in considerazione l’individuo nella sua globalità che in quel momento chiedeva aiuto.
        Questo sostiene il dott. Depegi: curare l’uomo, curarlo con amore ed empatia, non limitarsi ad aggiustare alla bell’e meglio il singolo ingranaggio che scricchiola.
        Tutto vero è un libro asciutto, dal linguaggio essenziale che va dritto al sodo. Non aspettatevi tanti giri di parole, non aspettatevi effetti speciali dal punto di vista letterario. Alessandro è un uomo pratico, è un uomo che risolve problemi, non gli interessa stupire e ammaliare il lettore, ha un messaggio importante da trasmettere e su quello si concentra senza alcuna retorica, senza fare prediche morali, ma raccontando la storia della propria vita, narrando le proprie vittorie, rappresentate dalla gratitudine dei pazienti, e anche le proprie sconfitte, senza peli sulla lingua.
        Tutto vero è un libro che vi stupirà, perché propone un punto di vista al quale forse non siete preparati, diverso da quanto siamo oramai abituati a sentirci raccontare. Ma io vi invito a leggerlo ponendovi la seguente domanda: siamo sicuri che tutto ciò che ci raccontano quotidianamente politici, giornalisti, preti e scienziati sia effettivamente disinteressato e oggettivo? Siamo sicuri che quello che ci raccontano questi esimi rappresentanti della società contemporanea sia tutto vero?

        BUON GIORNO Patty… a presto.
        Quarc

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  3. Sono il nostro futuro 🙂

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  4. Io in effetti ho sempre pensato che il nostro fine ultimo possa essere visto nella crescita dei figli, e nel nostro poter vivere in loro come spirito.
    Certo che chi non ha figli (o purtroppo li ha persi) potrebbe pensarla molto diversamente.

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    • Come ho i risposto a Quarc, rimarrà in eterno il mio passaggio di questa vita come Patrizia, tramite i loro passi io continuerò ad esistere su questa terra . Sarà eterna la mia anima …chi ha perso i propri figli “purtroppo” o non ne ha mai avuti sicuramente non potrà avere il nostro stesso pensiero, questo sì…

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  5. I figli sono l’impronta più grande, ma di noi restano anche altre cose….

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