pattykor122's Blog

mai dire mai


16 commenti

E poi si meravigliano…

Sedicenti principesse e magari anche laureate, belle fisicamente e con la propensione d’essere samaritane nel dare e volere solo il bene del povero malcapitato di turno,  di non riuscire a trovare il loro principe azzurro…

Biancanevi,  Cenerentole,  Belle addormentate (finte) più che sveglie, gatte morte e chi più ne ha più ne metta, quando si son passate in rassegna per non dire altro tutto il reame?

Conoscono queste donnette la parola DIGNITÀ?

Qui non si parla di sfortuna nel trovare l’anima gemella , qui si parla di leggerezza nell’affrontare il genere maschile, se allargano le gambe con tutti quelli che  promettono loro l’amore eterno o le fanno sentire al centro dell’universo o anche solo delle speciali amiche (scopamiche o amiche di letto) e se ne vantano anche , senza nessun ritegno affermando la loro libertà e la loro facilità nel passare da un uomo all’altro, come se si parlasse di cambiare e scambiare alla bisogna un paio di scarpe,  come pretendono di trovare un uomo che abbia voglia di legare la propria vita alla loro e che le prenda sul serio?

Un pò di dignità principesse!

A voi manca il senso dell’impegno, questo è il problema fondamentale e non siete propense a sacrificarvi in un rapporto d’amore. Svendete il vostro corpo e lo mercificate per non scendere a compremessi. 

Giocate a fare le profonde , capaci di empatia , ammaliatrici, sfoderate tutte le vostre capacità nel giocare alla seduzione, ma alla fine…arrivate sempre al solito e desolato punto..  in posizione missionaria,  salvo poi redarguire il vostro stallone del momento, sull’esistenza di altre e magari anche più fantasiose!

Vi fate trattare come bambole gonfiabili, oggetti da sbatacchiare , pronte all’uso per poi essere abbandonate in un angolino e dimenticate o cercate quando si necessita di uno sfogo fisico.

DIGNITÀ!

Dov’è finita la vostra dignità, il vostro amor proprio, dove?

Un uomo che si approccia a voi è un uomo che vuole solo divertirsi e ( da qui si capisce anche che uomo è) ,  perchè è questo che gli date…il divertimento e niente altro.

Il principe azzurro non a caso si chiama principe, non a caso cavalca un purosangue , un principe azzurro cerca una donna con forti valori, con una forte dignità, quella che fra tante avrà dimostrato serietà , affidabilità, pudicizia , riservatezza , amorevolezza, dolcezza, quella che saprà rapire e catturare il suo cuore con la nobiltà d’animo e la bontà.

Un principe azzurro cerca la futura madre dei suoi figli cernendo tra le tante quella giusta ! 

Un uomo vuole una donna seriaaaaaa, che sappia fare la “disinvolta” solo con lui e per lui, in confezione possibilmente sigillata e con tanto di garanzia !

Il vero principe azzurro cerca il meglio e se voi non lo siete, passerà oltre cavalcando veloce, inutile che vi lamentiate e versiate lacrime di coccodrillo,  la responsabilità è solo e unicamente vostra!

Quando comincerete a capire questo, forse avrete la possibilità di montare su quel cavallo bianco insieme al vostro sovrano ed andare incontro alla vostra felicità.

Annunci


16 commenti

Per Noemi …

 Bene sto pensando che rivestire il compito di genitore non è affatto semplice . Si nasce figli,  genitori si diventa e come tali si assumono enormi responsabilità. Dalla meravigliosa unione  tra un uomo e una donna si crea quello che sarà un uomo o una donna in un futuro , un semplice atto fisico dà vita alla vita . Il lavoro grosso però arriva dopo la nascita , arriva con la crescita di un figlio , con la sua educazione . Un buon genitore se lo è , insegna ai propri figli cosa vuol dire il rispetto per l’altro, insegna la compassione per l’altro, la carità per l’altro, insegna ai propri figli cosa vuol dire AMARE nel senso stretto della parola, amare in modo universale , non solo il proprio nucleo familiare , ma i propri simili e l’intera vita nel  creato. Insegna ai propri pargoli cosa vuol dire l’onore , la giustizia, la correttezza, la sincerità , la caparbietà,  l’impegno , l’ingegno , un buon genitore insegna al propri figli l’umiltà! 

Un buon genitore deve indicare la buona via , quella via che dev’essere percorsa in maniera ritta , affrontando gli ostacoli che si potrebbero presentare con coraggio ,senza aggirarli, senza trovare scappatoie o sotterfugi. 

Un buon genitore deve seguire la crescita dei propri figli , assicurandosi che sappiano camminare da soli,  senza interferire accontentandoli in tutto , un genitore insegna ai propri figli a rialzarsi dopo le cadute a sopportare il dolore e a proseguire il proprio cammino.

Un buon genitore se lo è , insegna ai propri figli che nella vita bisogna guadagnarsi tutto col proprio sacrificio e che niente viene regalato e che se si sbaglia bisogna pagarne le conseguenze.

Io non so se il mio compito da genitore lo sto svolgendo bene o no, so solo che ai miei figli ho insegnato tutto questo, ho insegnato al mio figlio maggiore cosa vuol dire il rispetto per la donna , l’amore e la cura che deve avere per la donna , per la sua e per tutte le altre . Gli ho insegnato che la donna non è un oggetto , una bambola gonfiabile , ma un essere umano come lo è lui e non bisogna violarla,lui nasce da una donna ! A mia figlia più piccola e non in grado di gestire la sua femminilità ancora,  sto insegnando cosa vuol dire farsi rispettare,e a  comportarsi in maniera corretta con tutti.

Io so che sto seminando e spero di poter vedere i frutti un domani senza paura di essere stata vista come una madre severa, i miei figli sono amati , con carezze e baci,  ma sono amati anche con i NO! 
Come genitore non smetterò mai d’imparare dai miei  figli e di conseguenza non smetterò mai d’insegnare loro… il rispetto della vita !

È vero anche che ci sono molti genitori che pur insegnando tutto questo ai propri figli,  hanno la sfortuna di vederli perdersi per strada .

Prego per Noemi anima giovane a cui è  stata stappata la vita in maniera atroce, per i suoi genitori che la piangono e che non potranno vederla crescere, prego per i genitori del suo assassino perchè non abbiano il rimpianto di non essere stati dei buoni genitori e prego per il loro figlio che paghi per il male e il dolore che ha arrecato a tutte queste persone e a se stesso  per aver smarrito la via … quella dell’amore per gli altri e per se stesso e per aver conosciuto la morte , quella nel suo cuore.

Riposa in pace Noemi 😢❤


19 commenti

Si chiamava Rosetta Delfina

Una notte mi sveglio nel pieno sonno con dolori lancinante al fianco destro che si diramavano fino all’inguine, dolori incomprensibili , non c’era posizione che calmasse quelle pugnalate. Decido di svegliare mio marito , che nel frattempo era immerso nei suoi sogni – all’epoca non avevamo ancora i nostri amati figli- eravamo come si suol dire sposini.

Son riuscita a resistere a quel tormento sino alle prime luci dell’alba , ma tirato avanti fino alle 6  il vaso era colmo e decido di farmi portare all’ospedale , dove mi fu diagnosticata una colica renale, che nel frattempo non accennava a diminuire, così i medici di turno decidono di tenermi in osservazione.

Attaccata alla flebo non facevo che piangere , non solo per i dolori, ma sopratutto per quella sensazione di solitudine che mi attanagliava , non avevo nessuno dei miei parenti vicino ci eravamo appena trasferiti in quella città , quindi non potevo avvalermi del loro aiuto e nemmeno dell’aiuto di qualche amica eravamo sforniti anche di quelle .Mio marito lavorava dalla mattina alle sera e ci vedevamo solo 5 minuti d’orologio alla sera , quando chiudeva il bar passava da me , un bacio e ciao. 

Ero sola , mi sentivo tremendamente sola, una condizione che da “sposata” mi ha seguito per il resto nella mia vita ed ho imparato a conviverci e a cavarmela da sola.

Ero tra quelle 4 mura fredde, annoiata, che guardavo lo scorrere della soluzione nella mia fleboclisi che sembrava un fiume in piena, non la classica goccia lenta , infinitamente snervante , ma un vero e proprio rivolo che faceva terminare la mia boccia poco dopo una mezz’ora , quando entrano nella stanza due infermieri trasportando una barella sulla quale si adagiava una vecchina dolorante ricoverata per dolori alle vescica .

Gloria a Dio ! Avevo una compagna di stanza che mi avrebbe tenuto in discorso per i due giorni sucessivi.

Si chiamava Rosetta Delfina una donnina minuta di 92 anni , con capelli corti, ma ricci e vaporosi di un bianco nuvola e due occhi azzurro cielo , talmente azzurri da penetrarti l’anima. 

Ci raccontammo un pò , le nostre vite e le nostre esperienza di vita e sinceramente vista la mia età -avevo 27 anni su per giù- ero una pivellina al suo confronto , mi affascinava ascoltare i suoi racconti, l’amore per suo marito che aveva perso una decina di anni prima e l’eterna devozione e fedeltà a quell’uomo che l’aveva fatta desistere dalle avances di parecchi corteggiatori. Rimase sola senza una compagnia maschile fino a quella veneranda età, nella mente solo il ricordo di quel marito da lei tanto amato e del loro grande amore che purtroppo però  non aveva dato frutti, per questo motivo decisero di adottare una bambina ,che sentirono subito una figlia e l’allevarono senza farle mancare nulla da lei desiderato. Era veramente piacevole discorrere con Rosetta che la sentivo come una figura familiare e a me diventata cara .

La confidenza era diventata tanta che il “signora ” aveva lasciato spazio ai nostri nomi ,al “cara” al tu. 

Mentre gli infermieri ogni mezz’ora venivano a cambiarmi la boccia e a dare la terapia alla mia nonnina,  Rosetta intenta nel parlare si bloccava , non voleva che quelle persone estranee sentissero le sue confidenze , cosa c’entravano loro con noi?

E fu nel riprendere un discorso che mi diede un avvertimento. Quello di non adottare mai dei bambini.

Mi disse testuali parole…

” cara Patrizia se il signore vuole tu avrai dei figli , ma se non verranno non andarli a cercare , non adottare i figli degli altri. Perché pur amandoli come tuoi non saranno mai tuoi! Non hanno i tuoi stessi geni e non sai mai che persone saranno in un futuro, io mi sono pentita amaramente …” 

Mi spiegò che la figlia non era amorevole, che si era dimostrata un irriconoscente e che non godeva di un buon rapporto con lei, l’aveva sentita sua da quando era entrata nella sua vita , ma non era stata la stessa cosa per la figlia. 

Tenni a mente queste parole…

Ricordo che avrei voluto potermi alzare dal letto per abbracciarla e per poterle lavare i piedi, perchè lei desiderava tanto questo, non perchè fossero sporchi , ma per lenire con un mio massaggio e dell’acqua calda i suoi dolori, il ciclo di flebo che nel frattempo avevano reso i miei calcoli della “semplice renella ” però non me lo permisero.

Lei uscì un giorno prima di me con la promessa che ci saremmo riviste , sarei andata a trovarla a casa sua , che scoprii tempo dopo distava a pochi isolati dal mio posto di lavoro. 

Tornata alla mia vita di sempre in quei periodi, pensai sempre alla mia cara nonnina e chiamai a casa sua tante volte che non si contano, perchè volevo sapere come stava e per poter tenere fede alla mia promessa , avevo desiderio d’incontrarla , di rivedere quel volto a me tanto caro, ma mi rispondeva sempre la figlia adducendo al fatto che la madre non voleva parlarmi, che non voleva vedermi, che non mi dovevo più far sentire .

La cosa mi lasciò affranta e senza parole , non potevo credere che dopo tanta sintonia ed empatia tra me e Rosetta lei si fosse addirittura negata.

Non capivo il perché , ma…mi ritornarono in mente le ultime parole della mia amica e mi si ghiacciò il sangue al sol pensiero che fosse proprio la figlia a non permettere il nostro incontro.

Decido di cercarla , non conoscevo ancora l’urbanistica della città che mi ospitava e ancora facevo fatica a muovermi tra quelle parallele tutte uguali che brulicavano di gente , di auto, di una quotidianità che ancora non mi apparteneva, se non per il tragitto che mi portava da casa mia al bar in piazza , ormai imparato a memoria.

Ricordo una mattina come tante altre , intenta a riempire una tazzina di caffè ad un cliente e mentre la macchina spillava quel nero e profumato nettare , sentii come una folata di vento gelido sfiorarmi il viso, d’un tratto dissi a mio marito che Rosetta non c’era più, ricordo che lo guardai e gli disse con le lacrime agli occhi che la mia amica era passata a miglior vita accarezzandomi sul viso per un ultimo saluto. 

Ritornammo a casa ormai a tarda sera , quando squilla il telefono , io stavo preparando cena e risponde per me mio marito che con una faccia meravigliata mi passa la cornetta dietro la quale sento la voce della famosa figlia adottiva che mi annuncia con voce fredda la dipartita di sua madre , non una traccia di dolore nelle sue parole,  la vita.. era anziana. Ma la cosa che mi fece rabbrividire fu il resoconto che mi fece sugli ultimi mesi di vita di sua madre dopo il nostro incontro in ospedale. ” L’amorevole” figlia sentiva sua madre nominare sempre il mio nome, Rosetta non faceva altro che parlare di me , chiedeva a sua figlia di chiamarmi, mi voleva sentire , vedere , abbracciare ,voleva fare testamento e lasciarmi i suoi beni…

Quella figlia tanto amata l’aveva reclusa in casa , le aveva impedito di contattarmi per paura di perdere quello che lei amava e voleva tanto…la materialità.

Mi disse che Rosetta esalò il suo ultimo respiro pronunciando il mio nome.

Quella sera andai a letto a stomaco vuoto e con gli occhi gonfi, la bile aveva percorso il tragitto inverso tanto la rabbia e la mia bocca senza più saliva mi aveva lasciato un gusto amaro. Amare.. come le parole che gridai a quella vipera dopo essersi rassicurata che non mi fosse arrivata nessuna  comunicazione dal legale di sua madre riguardo al testamento. Ricordo che se avessi potuto attaraversare quella cornetta con le mani l’avrei ammazzata senza nessuno scrupolo. Non mi sarebbe interessato nulla di quel testamento,perchè avrei rifiutato il lascito a mio favore , a me importava solo di Rosetta , che stesse bene in salute e accudita,  ma sopratutto amata.

Ero schifata da quanto avevo sentito ancor più per la tranquillità e per il coraggio con cui mi erano state dette . Quella bestia non aveva un minimo di scrupolo nel farsi le sue ragioni, ghiaccio , assenza di amore verso quella fantastica donna che le aveva regalato la sua vita, che l’aveva sentita sua figlia pur non avendola partorita.

Questa è la vera miseria umana…

Andai al cimitero per cercare la mia amica , ma il custode disse che non risultava tra le persone tumulate in quei giorni.

 Mi traferii in Puglia dopo un pò di anni , ma il pensiero di Rosetta era sempre vivo, qualche anno dopo tornando in Liguria per una mia operazione alla mano , decidiamo di andare al cimitero a trovare un cliente che frequentava il nostro bar e che era morto pochi mesi prima che salissimo su per le vacanze.

Davanti alle tomba di Mimmo questo era il suo nome , succede  una cosa strana , volevamo accendere un lumino ad illuminargli la via verso quel mondo a noi sconosciuto e impenetrabile, ma una volta acceso – e lo facemmo per 3 volte consecutive- come se qualcuno ci soffiasse sopra, la fiammella si spegneva , chiedo alla figlia se a suo padre piacevano i lumi e mi risponde che non li aveva mai sopportati…

Ecco data la risposta, dopo aver salutato vivi e morti ci allontaniamo per far ritorno all’auto , ma per poterci arrivare dovevamo attraversare il cimitero che era talmente grande da sembrare una città nella città,  pensavo tra me e me che fra tutte quelle lapidi la maggior parte curate,  alcune un pò meno , ci doveva essere anche quella della mia Rosetta , ma dove cercarla?

Ce n’erano un ‘infinità , pensai che non sarei mai riuscita a ritrovarla , mentre camminavamo prendendo direzioni diverse  per guadagnare l’uscita , come se fossi guidata attraverso quello che era diventato un ginepraio mi ritrovo davanti alla sua tomba , era lì che mi voleva portare Rosetta  indicandomi la via.

I suoi occhi…  quell’azzurro cielo riuscivano a penetrare l’anima nonostante la barriera vitrea della foto, come se mi guardasse compiaciuta per avermi ritrovato. Accesi gli utlimi lumini che avevo portato con me e questa volta non si spensero…


12 commenti

Che poi…

penso che alla fine di tutto il nostro correre, arricchirsi, accumulare ci sia da dare il nostro resoconto.

Quando ci ritroveremo davanti a lui, il buon Dio per chi ci crede, ci venga posta una semplice domanda.

“Cos’hai fatto nella tua vita ?”

Non ci verrà chiesto , quante case hai comprato, quanti soldi hai accumulato in banca , quanti cellulari ti sei permesso, quanti viaggi hai fatto, ci verrà chiesto quanto amore abbiamo donato.

Quanto abbiamo amato! 

Perchè è questo l’unico tesoro che lasceremo, l’AMORE!

So che quando arriverà per me quel momento, potrò solo dire quanto io sia stata ricca, nel dare tanto amore anche a chi non lo meritava.